Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

venerdì 29 maggio 2009

GIU’ LE MANI DAI NOSTRI CORPI E DALLE NOSTRE MENTI!

Come collettivo antipsichiatrico contrastiamo la logica proibizionista che alimenta la medicalizzazione di massa e favorisce l'espandersi della psichiatria, motivo per cui anche quest’anno partecipiamo alla street parade antiproibizionista Canapisa, dedicata all’autodeterminazione e al controllo sociale.
L'istituzione psichiatrica è uno dei principali strumenti che il sistema usa per ostacolare l’autodeterminazione degli individui, per arginare qualsiasi critica sociale e normalizzare quei comportamenti ritenuti “pericolosi” poiché non conformi al mantenimento dello status quo, intervenendo nel complesso ambito del disagio.
Assistiamo oggi ad una sistematica diffusione del disagio, le cui cause vanno ricercate nella società in cui viviamo e nello stile di vita che ci viene imposto e non a disturbi biochimici della mente. La logica psichiatrica sminuisce invece le nostre sofferenze, riducendo le reazioni dell’individuo al carico di stress cui si trova sottoposto a sintomi di malattia e medicalizzando gli eventi naturali della vita. Poiché la risposta psichiatrica è sempre la stessa per tutte le situazioni - diagnosi-etichetta e cura farmacologia - crediamo che rivendicare il diritto all'autodeterminazione in ambito psichiatrico significhi “riappropriarsi” del disagio e della molteplicità di maniere per affrontarlo elaborandolo in maniera autonoma.
Il principio di manicomialità, su cui ancora oggi - nonostante la tanto decantata chiusura dei manicomi – si basa l'istituzione psichiatrica, comporta la negazione della libertà individuale: nel momento in cui arbitrariamente si etichetta una persona come “malato mentale”, la si annulla e si stabilisce che non è più in grado di decidere per sé. Una volta che la persona viene presa in carico, la psichiatria esercita su di essa tutti i suoi dispositivi e le sue pratiche repressive e mortificanti, quali l’obbligo delle cure, i ricoveri coatti (TSO trattamenti sanitari obbligatori e ASO accertamenti sanitari obbligatori), la contenzione fisica e farmacologica, la mancanza di informazione sugli effetti collaterali dei farmaci e sulla fine del trattamento terapeutico, i ricatti, la gestione e il controllo della vita, etc. L’obbligo di cura oggi non si limita più alla reclusione in una struttura, ma si trasforma nell'impossibilità effettiva di modificare o sospendere il trattamento psichiatrico per la costante minaccia di ricorso al ricovero coatto.
Oggi l’istituzione psichiatrica continua ad essere uno strumento di esclusione e correzione, ed ha enormemente ampliato il suo bacino d’utenza aumentando di anno in anno il numero delle “malattie mentali” da curare, ossia dei comportamenti “devianti” da uniformare. Tra questi rientra il consumo di sostanze psicoattive, che, se in passato era considerato un vizio, un piacere, oggi diviene sintomo di un disagio da trattare con cure psichiatriche, trasformando un problema sociale in una questione sanitaria. Grazie al decreto Fini Giovanardi ed alle nuove proposte di legge in materia psichiatrica, si è rafforzato il legame proibizionismo-psichiatria ed i consumatori di sostanze illegali sono diventati merce per le multinazionali farmaceutiche e per l'industria del recupero e della riabilitazione sulla base di una doppia diagnosi che li vede “malati mentali” in quanto drogati e “drogati” a causa della loro malattia mentale. Nonostante si dimostri proibizionista nei confronti di chi consuma volontariamente sostanze, la psichiatria diffonde sul mercato molecole psicoattive e somministra trattamenti farmacologici che, oltre ad essere spacciati ipocritamente come “terapeutici”, sono spesso introdotti coercitivamente nel corpo! Gli psicofarmaci alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi e ideativi contrastando con la possibilità di fare scelte autonome, generano fenomeni di dipendenza ed assuefazione del tutto pari a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti, dalle quali si distinguono non per le loro proprietà chimiche o effetti ma per il fatto di essere prescritti da un medico e commercializzate in farmacia.
Siamo qui per contestare ancora una volta il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e per smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci. Non lasciamo in pace chi porta avanti da più di un secolo una guerra quotidiana contro la libertà individuale!
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
antipsichiatriapisa@inventati.org - www.artaudpisa.noblogs.org - 3357002669

venerdì 27 marzo 2009

Psichiatri giù le mani dalle nostre esistenze !!!

a firenze il 4 aprile iniziative antipsichiatriche contro il WPA

Come collettivi antipsichiatrici saremo presenti con un banchino di controinformazione e distribuzione materiale la mattina del 4 aprile inpiazza S. Maria Novella a partire dalle ore 10 per contestare il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e per smascherarel’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattieper promuovere la vendita di nuovi farmaci.Nel pomeriggio saremo presenti al corteo contro la cementificazione selvaggia e contro lo sgombero del csa nEXt-emerson(partenza alle 15 da piazza S.Marco) con uno spezzone antipsichiatrico.Non lasciamo in pace chi porta avanti da più di un secolo una guerraquotidiana contro la libertà individuale!

Dall’1 al 4 aprile si terrà a Firenze un convegno internazionale di psichiatria organizzato dal WPA (World Psychiatric Association), durante il quale psichiatri, esponenti delle multinazionali del farmaco e associazioni di familiari faranno il punto della situazione sui trattamenti attualmente in uso per i cosiddetti “disturbi mentali” e pianificheranno nuovi sistemi di intervento a livello mondiale.
Leggendo il programma di questo mega-congresso ci si rende subito conto di come oggi la falsa scienza psichiatrica abbia notevolmente ampliato il proprio campo d’intervento.
Invadendo le nostre esistenze, sminuisce le sofferenze umane riducendole a disturbi biochimici della mente, sempre più interpretati come patologie genetiche del soggetto.
Se è vero che assistiamo ad una sistematica diffusione delle disagio, è vero anche che le cause vanno ricercate nella società in cui viviamo e nello stile di vita che ci viene imposto che esige sempre più efficienza e concorrenzialità. In cambio ci viene offerta una precarietà sempre più diffusa che genera senso di inadeguatezza e ostacola prospettive di emancipazione.
Come risposta a ciò abbiamo la medicalizzazione di quelli che sono gli eventi naturali della vita e di quei comportamenti non conformi agli standard sociali. Le reazioni dell’individuo al carico di stress cui si trova sottoposto vengono interpretate quali sintomi di malattia e le risposte che riceviamo sono sempre dello stesso tipo: diagnosi-etichetta e cura farmacologica.
Noi tutti scontiamo il peso di questa odierna esondazione psichiatrica, che ha portato alla medicalizzazione delle nostre vite dalla crescita – attraverso malattie create ad hoc per bambini vivaci – fino alla vecchiaia, intromettendosi fin nella nostra sfera più privata laddove pretende di “curare” il nostro approccio al cibo, alla sessualità e alla sofferenza.
Alcuni ambiti di ingerenza della salute mentale derivano dal passato: pensiamo alle nuove forme di “isteria femminile”, legate al ciclo mestruale, alla gravidanza, al parto e alla menopausa, come se i problemi dell’essere donna oggi fossero legati alla biologia. Altri settori di intervento sono invece più nuovi come l’inquietante psichiatrizzazione dell’infanzia e il ritorno in auge dell’etnopsichiatria.
In un sistema economico e sociale basato sulla disuguaglianza e sulla discriminazione, espliciti bisogni, come quello dell’autodeterminazione, dell’integrazione, del lavoro e della casa, vengono considerati e trattati come disturbi della mente.
In Italia, nonostante la tanto decantata chiusura dei manicomi, questi continuano ad esistere nei servizi psichiatrici territoriali in cui si riscontrano gli stessi meccanismi lesivi delle libertà individuali (etichettamento, esclusione, ecc) e le medesime pratiche coercitive (TSO, costrizione ai letti, farmaci come nuove camicie di forza, pratiche aberranti come l’elettroshock).

Sempre pronta a pubblicizzare nuove ed inesistenti malattie allo scopo di allargare il proprio bacino d’utenza per arricchire le tasche delle multinazionali farmaceutiche, la psichiatria serve ad arginare qualsiasi critica sociale e a normalizzare quei comportamenti ritenuti “pericolosi” poiché non conformi al mantenimento dello status quo, al fine di estendere il controllo sociale e la possibilità di intervento normalizzante da parte delle istituzioni.

Siamo qui per contestare ancora una volta il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e per smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Non lasciamo in pace chi porta avanti da più di un secolo una guerra quotidiana contro la libertà individuale!


collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh - Firenze [www.violetta.noblogs.org]
collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud – Pisa [www.artaudpisa.noblogs.org]

martedì 24 marzo 2009

COMUNICATO/APPELLO per partecipare all’iniziative antipsichiatriche contro il WPA

A Firenze il 4 aprile iniziative antipsichiatriche contro il WPA

Dall’ 1 al 4 aprile 2009 a Firenze si terrà un convegno internazionale
organizzato dal WPA (World Psychiatric Association)
(il sito del WPA è www.wpanet.org e quello con il programma è www.wpa2009florence.org ) dove psichiatri, esponenti delle multinazionali del farmaco e associazioni dei familiari discuteranno dei molteplici ambiti dell’intervento psichiatrico: infanzia, donne, psichiatria genetista, tossicodipendenza, etnopsichiatria, sessualità, salute mentale e nuovi farmaci ecc…
Come collettivi antipsichiatrici saremo presenti con un banchino di controinformazione e distribuzione materiale la mattina del 4 aprile in piazza S. Maria Novella per contestare ilperpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e per smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.

Nel pomeriggio saremo presenti al corteo contro il piano strutturale econtro lo sgombero del csa nEXt-emerson (partenza alle 15 da piazza S.Marco)con uno spezzone antipsichiatrico.Non lasciamo in pace chi porta avanti da più di un secolo una guerra quotidiana contro la libertà individuale! Psichiatri giù le mani dalle nostre esistenze!!!!
Siete tutt* invitati a partecipare.

collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh-Firenze
collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

http://violetta.noblogs.org
http://artaudpisa.noblogs.org

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org